Numerosi pellegrini sono passati per Medjugorje e numerosi, nelle forme più svariate, hanno dato la propria testimonianza. Le testimonianze sono sparpagliate in molte pagine e sarebbe impossibile raccoglierle. In queste pagine noi ci limiteremo soltanto a quelle testimonianze che sono apparse su Naša ognjišta, il giornale che, per primo, ha parlato di questi avvenimenti (una volta sono stati costretti, a causa di un’ordinanza dei comunisti, a cambiare il proprio nome in Sveta Baština) e su Glas mira, la rivista del santuario della Regina della Pace a Medjugorje.
MEDJUGORJE, EMAUS NUOVO
INTERVISTA A FRA TOMISLAV PERVAN
a colloquio con Miro Brcic
Nell' apparizione di Medjugorje ci troviamo di fronte a qualcosa che richiede una spiegazione su di un fenomeno mondiale, un miracolo in corso, che continua e che dura. Molti cercano di contrastarlo dicendo che si tratta di un conforto a buon prezzo per persone diseredate, lese o smarrite nella vita.
Nel corso di questi quindici anni di esistenza e con 22 milioni di pellegrini da tutto il mondo è riuscita a far fronte a tutte le obiezioni, opposizioni e rinnegamenti ed anche agli esperimenti condotti dalla più avanzata medicina computerizzata. Nonostante tutto ciò, essa rappresenta nel mondo di oggi una fonte di grazia che ispira pace ed amore tra i popoli. Ne parliamo con Fra Tomislav Pervan, provinciale della provincia francescana dell'Erzegovina.
GLAS MIRA: In occasione del 15° anniversario delle apparizioni della Vergine a Medjugorje si è tenuto un grandioso concerto con la partecipazione di stelle mondiali quali Carreras, Gasdia, Sutei, Colusso... Hanno partecipato anche 12 cori provenienti da tutti i continenti, come i 12 apostoli. Un mondo in miniatura. Insieme agli alti rappresentanti politici non erano presenti anche gli alti prelati della chiesa, i nostri vescovi e cardinali, se non un vescovo australiano. Per quale motivo? Impegni o altro?
TOMISLAV PERVAN: La domanda sull'assenza di alti prelati della Chiesa in occasione del concerto di Medjugorje deve essere rivolta agli organizzatori del concerto. Per quanto mi riguarda posso dire che, sin dall'inizio, la posizione ufficiale della Chiesa e della gerarchia ecclesiastica nei confronti di Medjugorje è stata ambivalente. Da un lato ci sono molti vescovi ed arcivescovi che nel proprio animo, e molti anche pubblicamente, accettano ed incoraggiano nelle proprie diocesi Medjugorje come fenomeno e fatto mondiale (in questi giorni ce ne sono stati tre a Medjugorje) che, a mio avviso, è il più significativo evento religioso della fine di questo secolo e di questo millennio. Dall'altro lato c'è la posizione ufficiale della Chiesa, espressa in una dichiarazione dell'allora commissione vescovile nell'aprile del 1991, alla vigilia dello scoppio della guerra nei territori della ex Jugoslavia e dell'aggressione alla Croazia. In base a questa dichiarazione le ampie ricerche fino ad ora condotte non hanno portato risultati che dimostrino la soprannaturalità del fenomeno di Medjugorje. Non si esclude un cambiamento della posizione ufficiale della Chiesa in un prossimo futuro. Il concerto all'aperto tenutosi il 21 giugno alle spalle della chiesa di Medjugorje è stato come una grandiosa introduzione ai giorni successivi.
G.M.: La posizione ufficiale della Chiesa è ben nota a gran parte o a tutti i pellegrini e la gente continua a venire. Come mai?
T. P.: Mi chiedo e cerco una risposta ad esempio al perchè migliaia e migliaia di polacchi arrivino in questi giorni a Medjugorje quando essi hanno la loro Cestohova, perchè attorno a Pasqua ci sono stati più di 2.000 cechi, ed anche in questi giorni ce ne sono più di 2.000, ed un gran numero di giovani e sacerdoti devoti? Sappiamo che proprio lo spirito malvagio del comunismo ha corroso in modo particolare il popolo ceco, ha notevolmente intaccato anche la Chiesa ceca, letteralmente ateizzato tutti i settori della vita, mentre oggi assistiamo ad una rinascita della fede in questo popolo. Il cardinale Tomasek, come in segno di opposizione al mostro del comunismo nella ex Cecoslovacchia, è stato decisamente propenso a Medjugorje. Ha ricevuto i veggenti di Bijakovic ed anche i francescani. Naturalmente questa posizione si riflette anche nella folla di credenti che si recano a Medjugorje. Ogni uomo è come un uccello migratore. Cerca zone calde per il proprio corpo e soprattutto per la sua anima ed il suo cuore. Milioni e milioni di persone non avrebbero trovato proprio qui a Medjugorje quel calore della Madre, del Suo cuore, non avrebbero sperimentato il Cielo, la grazia, la conversione se altri non li avessero incoraggiati ad un tale lontano cammino, ad un tale sacrificio ed a tanta abnegazione. Così come gli uccelli migratori hanno l'istinto innato a tornare nelle zone calde quando inizia a far freddo, così anche l'uomo, nel freddo del suo ambiente, del suo cuore, della sua società, nella gelida atmosfera delle città, della tecnica e dei computer, cerca e trova uno spazio autentico per l'anima ed il cuore, un bagno divino nel quale immergere e lavare il suo passato, togliersi dalla schiena il fardello; non è più Sisifo nè Prometeo, ma seguace di Gesù Cristo, a cui lo conduce la Madre Maria.
G. M.: I messaggi evangelici di pace di Medjugorje hanno attirato più di 22 milioni di pellegrini da tutto il mondo. La Regina della Pace è un chiaro testimone tra noi. Ella è un rifugio per gli uomini di tutto il mondo, in particolar modo per quanti sono stati privati dei loro diritti. Molti di noi non sono pronti ad accogliere questa verità. L'effetto degli avvenimenti di Medjugorje è incommensurabile. Come rianimare un organismo mondiale che in molti muore?
T. P.: Non è un caso che il Magnificat vangelico di Maria sia divenuto il manifesto, il programma dei diseredati e dei senzatetto dell'America Latina. Il Magnificat di Maria è come un'introduzione al discorso della montagna di Gesù che rivoluziona i rapporti tra gli uomini. Gli uomini, quelli piccoli e diseredati, acquistano consapevolezza del proprio ruolo e della propria responsabilità nel destino del mondo. Gesù, ed anche Maria, con la propria vita hanno fornito una direzione ed una prospettiva per accedere al mondo e cambiarlo. Secondo il Vangelo sono proprio i piccoli i più aperti alla novità, al messaggio Celeste. Se osserviamo in retrospettiva la storia del mondo nei secoli passati, anche alla luce della storia della salvezza, in tutti i punti cruciali di questa storia, osservata alla luce della storia della filosofia e dei suoi corsi, troveremo l'evento dell'apparizione di Maria, a partire dal 1830, quindi, dieci anni dopo il famoso manifesto comunista di Marx, Lourdes nel 1858: qui Maria appare come l'Immacolata che stritola il capo del serpente (e del comunismo). Alla vigilia della rivoluzione di ottobre si verifica l'apparizione di Fatima. Un grande segno, un invito alla conversione, un appello a pregare per la Russia che diffonderà nel mondo l'ideologia dell'ateismo. A metà di questo secolo Papa Pio XII annuncia la verità di fede dell'Assunzione di Maria in cielo, in risposta alla grande carneficina mondiale della seconda Guerra Mondiale, nel corso della quale vennero uccisi e massacrati 100 milioni di persone. Questa è la risposta alla filosofia del rifiuto e dell'esistenza, del sottovalutare il corpo umano e delle innumerevoli guerre, in cui si mette in evidenza la fede nella resurrezione del corpo e nella vita eterna, di cui Maria è precursore e modello.
Ed alla vigilia della disgregazione del comunismo c'è Medjugorje, qualcosa di simile all'annuncio trionfante di Gerico, una settennale introduzione di preghiera ed una sfilata di preghiera con le candele nelle mani per la disgregazione di un regime comunista ateo e disumano. Per quello che so, nessuno ha ancora descritto la storia di questi eventi, quali spartiacque della storia mondiale, alla luce della filosofia, ma siamo convinti che senza le preghiere ed i sacrifici di quei piccoli diseredati, che hanno quotidianamente pregato, digiunato, invocato il Cielo e Dio di salvarci e liberci dal male e dal maligno, non ci sarebbero stati questi grandiosi e significativi eventi, forse i più significativi nella storia del mondo dall'avvento della cristianità.
G. M.: La nostra epoca rimarrà segnata nella storia come un'epoca di grandi contrasti, caratterizzata da molti assurdi e guerre. L'uomo non prende mai il destino nelle proprie mani ed è assillato da numerosi problemi: la disgregazione del tessuto familiare, droga, alcol, prostituzione, criminalità. Se da un lato Marte continua a minacciar guerra e dall'altro anche Venere ammicca ed attende il momento per allontanarlo dalla retta via, come potrà l'uomo di oggi trovare la vera via che porta alla salvezza?
T. P.: Credo che C. G. Jung una volta abbia detto che il Vangelo è la medicina per tutto il mondo. Quindi la parola di Gesù di Nazareth rimane valida per tutti gli uomini e per tutti i tempi. Essa fornisce una direzione e, come precedentemente detto, una misura; essa da' delle vere e proprie prospettive e guide per la vita ed il futuro dell'uomo. Se avessimo compreso anche in minima parte le indicazioni di Gesù, penso che questa terra avrebbe un aspetto completamente diverso. Sono più utili per il mondo i mistici ed i santi che non hanno raggiunto le profondità e gli spazi dell'universo, bensì il profondo del proprio cuore e qui hanno scoperto l'immagine di Dio in sè e l'hanno offerta al mondo, quale sorgente di salvezza della vita da quegli scienziati che con le loro scoperte hanno condotto l'umanità sull'orlo del burrone e dell'inferno. E' inconcepibile una vita senza la tecnica ed i risultati della tecnica ma cosa accadrebbe se tutto ciò ci sfuggisse di mano? Siamo proprio su questa strada perchè l'uomo contemporaneo, Prometeo e l'uomo di Camus sono in rivolta; una ribellione contro ogni autorità è salita su una carrozza di cui si è già perso il controllo. Noi stessi non sappiamo dove ci condurranno queste "chariots of fire", carrozze di fuoco. Ecco perchè Medjugorje nella sua semplicità (è la semplicità è sempre anche perfezione!) è un invito ad una vita originale secondo il Vangelo. Non è una nuova dottrina ma solo accentuazione di quanto da tempo noto, scritto e vissuto. E' una prova chiara e contemporanea di come sia possibile vivere secondo il Vangelo perchè gli uomini sono aperti al messaggio, sono state create innumerevoli comunità di preghiera ispirate da Medjugorje e questo è un chiaro messaggio di come tutto ciò non accada ai margini, ma al centro della Chiesa che si raccoglie attorno all'Eucarestia...
G. M: Ritorniamo a Medjugorje, dove continua la rivelazione biblica. Il popolo diviene consapevole di se stesso e di recente ha dichiarato che un drago spaventoso vuole inghiottire il bambino appena nato. Come fermare questo mostro?
T. P.: Sin dall'inizio mi sono sentito molto unito a Medjugorje e dopo quindici anni questo non è più assolutamente luogo di incontro di curiosi, sensazionalisti, fanatici, esaltati, bensì soprattutto luogo di preghiera, conversione, celebrazione dei misteri della nostra fede ed in particolar modo dell'eucarestia. Medjugorje ha iniziato con i laici, con dei normali ragazzi, i laici l'hanno accolta e sono stati i primi a credere, e poi ci sono stati i sacerdoti. Anche oggi i laici portano il movimento di Medjugorje in tutto il mondo; sono soprattutto i laici quelli che centinaia di volte hanno sorvolato gli oceani per venire a Medjugorje. Se gli chiedete per quale motivo vengano così spesso a Medjugrje e perchè portino dei pellegrini in un territorio tanto poco sicuro, vi risponderanno che lo fanno perchè vedono dei cambiamenti nella gente, cambiamenti spirituali. Così come gli apostoli prima e dopo la resurrezione di Gesù e la festività dello Spirito. Gli uomini cambiano ed è questo il motivo per cui la gente torna più volte, per cui vengono creati gruppi di preghiera ed abbiamo qui quella chiesa laggiù come "base". Ricordiamoci che nè Maria, nè Gesù, nè gli apostoli, nè i primi maestri provenivano da una casta di sacerdoti; essi erano laici. Chiaramente Gesù Cristo è il Figlio di Dio, ma non è stato educato nel Tempio e tra i sacerdoti e la gerarchia dell'epoca. Anzi, essi Lo hanno eliminato da questo mondo con l'aiuto del potere di Roma ed Erode.
Il tempo dimostrerà se Medjugorje diverrà il Santuario della Regina della Pace e se questo santo suolo (sul quale durante le Sante Messe di lunedì e martedì sono state impartite più di 50.000 sante comunioni, sul quale innumerevoli persone hanno vissuto la grazia della riconciliazione e della guarigione interiore ed esteriore, almeno per la santità delle celebrazioni, preghiere, devozioni e Sante Messe, sul quale ci sono stati oltre 250 concelebranti durante la Santa Messa serale del 25 giugno, ed ancora una cinquantina di instancabili confessori presenti contemporaneamente all'interno dei confessionali) verrà proclamato luogo santo e quindi santuario.
Laddove si celebra la Santa Messa si spezza il potere di satana e del drago; laddove è presente Maria ed a Lei si canta, si innalzano i cuori e le braccia vengono levate verso il Cielo, scompare la forza infernale che ci ha incatenati e ci incatena. Consentiamo allo Spirito di Dio di operare tramite noi. Nell'introduzione di un nuovo Codice della Chiesa il papa ha detto che è "chiaro che lo scopo del Codice non è quello di sostituirsi alla fede, alla grazia, al carisma e soprattutto all'amore nella vita della Chiesa e dei credenti. Al contrario, lo scopo del Codice è quello di realizzare all'interno della collettività ecclesiastica le condizioni che, dando priorità all'amore, alla grazia ed ai carismi, al tempo stesso facilitino un loro ordinato sviluppo nella vita della comunità ecclesiastica e nei singoli che ad essa appartengono". Ed il grande interrogativo è il seguente: nei nostri tentativi e piani sono l'amore e la grazia a condurci a questa vita o invece la sola legge? Tutti noi ci dovremmo sottoporre a questo test, semplicissimo e difficilissimo al tempo stesso.
Glas Mira. V, 7, Medjugorje 1996., 9-13
PREGHIAMO PER I GIOVANI
INTERVISTA A VICKA IVANKOVIC
a colloquio con Marijan Sivric
L'attenzione dei pellegrini viene attirata in modo particolare dalla veggente Vicka Ivankovic, che vuole salutare tutti e raccomandarli alla Vergine. Al suo passaggio l'abbiamo fermata e le abbiamo chiesto come si sentisse alla "Marcia della Pace" a cui aveva partecipato.
VICKA IVANKOVIC : E' impossibile descrivere con le parole questa giornata. E' davvero meraviglioso, stupendo camminare col Santissimo recitando il Rosario e cantando.
GLAS MIRA : Come si sente dopo 15 anni di apparizioni?
V. I. : A meraviglia, come il primo giorno. La Vergine ci raccomanda di pregare per i giovani, per le famiglie e per la pace. Ci dice che i giovani in questo periodo si trovano in una situazione molto difficile e che è particolarmente indispensabile pregare per loro. Inoltre ci chiede soprattutto di pregare per un suo piano che si realizzerà.
G. M.: Di che piano si tratta?
V. I.: Non lo ha ancora detto. Vedremo.
G. M. : A lei non è ancora stato svelato il decimo mistero?
V. I.: No. L'ultimo è il nono.
G. M.: Per quando si aspetta il decimo?
V. I.: La Vergine non me lo ha ancora detto. Io aspetto.
G. M.: Ha ancora apparizioni quotidiane?
V. I.: Sì. Tutti i giorni la vergine mi appare. A volte sulla Collina, a volte in chiesa, a volte a casa: dipende da dove mi trovo.
G. M.: Quali sono le preghiere che i pellegrini recitano di più?
V. I.: Solitamente la gente prega per i propri fabbisogni ed io li invito anche a pregare per le intenzioni della Vergine, a recitare il Rosario per la pace.
G. M.: Come e quanto sono stato accolti i messaggi della Vergine?
V. I.: La Vergine mi dice che sono ancora tanti i messaggi per noi, ma dice anche che non potrà darli fino a quando quelli attuali non saranno stati compresi nel modo che Lei desidera.
G. M.: Cosa vuole la Vergine?
V. I.: Vuole che accogliamo i messaggi col cuore e che li viviamo. Spesso noi accogliamo un messaggio, iniziamo a viverlo, ma poi rapidamente ci stanchiamo e rimaniamo gli stessi. La Vergine desidera che tutti i giorni viviamo un po' i Suoi messaggi e che andiamo avanti nella vita.
G. M.: E' questo il motivo per cui appare a Medjugorje da tanto tempo?
V. I.: Non so. Una volta Le abbiamo chiesto fino a quando sarebbe apparsa e Lei ha risposto: "Perchè, vi ho forse annoiati?" Da allora non lo abbiamo più chiesto.
Glas Mira, V, 7, Medjugorje 1996, 14.
LA FEDE IN MEDJUGORJE
La fede mi ha portato a Medjugorje e da qui, insieme agli altri partecipanti al concerto, desidero trasmettere un messaggio di pace al mondo. In questi luoghi cresce la fede dell'uomo. Penso che gli avvenimenti che qui si verificano siano eccezionali e personalmente mi sento onorato. Mi considero un privilegiato per il fatto di essere qui e di partecipare ad una simile manifestazione. Penso che nella vita di un uomo la sua forza maggiore sia il suo spirito. Lo spirito è il motore che lo muove e sul quale può fare affidamento.
Jose Carreras
cantante lirico, Spagna
Glas Mira. V, 7, Medjugorje 1996., 6.
L'ESSERE VENUTA MI HA RESO FELICE
Per la prima volta presso il santuario della Regina della pace ho avvertito una gioia semplicemente impossibile da descrivere. Dopo le prove generali sono venuta a fare una passeggiata fino al santuario senza scorta, volevo sentirmi come una normale pellegrina ed essere sola con me stessa...
Posso solo dire che sono felice di essere venuta perchè non so se avrò ancora l'occasione di recarmi in questo luogo santo.
Cecilia Gasda
cantante lirica, Italia
Glas Mira. V, 7, Medjugorje 1996., 6.
TOCCATI DAL LUOGO
Questo è un grande evento e non so se mai nel mondo una Messa sia stata celebrata in questo modo. E questo è un evento unico proprio perchè avviene a Medjugorje, che ci tocca tutti in modo profondo. Il miglior esempio di tutto ciò è che dopo le prove tutti i musicisti ed i cantanti si sono spontaneamente abbracciati e baciati...
Per dirla semplicemente, ci siamo sentiti profondamente toccati. L'idea è quella della pace, per noi indispensabile, e Medjugorje già da 15 anni la offre al mondo. Siamo un unico popolo e creati secondo un'unica immagine, quella di Dio, e solo i nomi cambiano. Il messaggio è che tutti siamo realmente fratelli. Per questo motivo sulla mia partitura ci sono le parole di Gesù: "Dove due o tre persone si riuniscono nel mio nome, io sono con loro". E' davvero un maestro e tutti siamo fratelli. Sono felice che questo sia accaduto a Medjugorje e non lo dico come compositore, ma come credente.
Flavio Colusso
compositore, ItaliA
Glas Mira. V, 7, Medjugorje 1996., 6.
UN INVITO REALE AL MONDO
Un messaggio di pace al mondo: è questo il vero invito al mondo di venire ed essere a Medjugorje. Ed in realtà questo è quanto è accaduto: in questi giorni Medjugorje è stata un mondo in miniatura. Fino ad ora ho assistito a concerti così fuori dal mio paese. Finalmente ho potuto viverne uno qui a Medjugorje. E' stato grandioso, davvero mondiale e ne sono felice.
Vjekoslav Sutej
direttore, Zagabria
Glas Mira. V, 7, Medjugorje 1996., 6.
E' STATO GRANDIOSO
Grazie a Medjugorje abbiamo ottenuto uno straordinario successo. La trasmissione è stata mandata in paesi dell'Europa e nelle due Americhe e ci sono state anche molte registrazioni.
Il risultato è stato incredibile e di non facile realizzazione poichè il pubblico di questo concerto raggiungerà i 2 miliardi di spettatori. Sarebbe stato più semplice organizzare uno spettacolo di Pavarotti e Carreras che non questa esecuzione di Carreras e Gasdia con 12 cori, ma l'organizzazione e la logistica hanno funzionato alla perfezione, come la trasmissione televisiva. Sono felice che sia avvenuto qui a Medjugorje, che è pace, così come il concerto ha inviato un messaggio di pace al mondo.
Mario Dradi
produttore, Italia
Glas Mira. V, 7, Medjugorje 1996., 6.
UN DONO PER LA PACE
Non è semplice neppure parlare di tutto questo, poichè è più difficile organizzare un concerto così qui, piuttosto che a Roma o Vienna... Di Medjugorje non si può neppure parlare perchè è al di sopra di tutto ciò. E' il dono più grande per il mondo; questo concerto è un dono alla pace e Medjugorje è pace. Grazie al Sig. Sutej, che ha compreso cos'è Medjugorje ed animato amici, è avvenuto quello per cui ora siamo tutti felici: cantanti, autori, spettatori. Ci saranno altri concerti di musica spirituale. Molti musicisti di tutto il mondo promuoveranno insieme la propria opera e Medjugorje non sarà un palcoscenico, come alcuni pensano.
Ranko Boban
manager, Medjugorje
Glas Mira. V, 7, Medjugorje 1996., 6.
TESTIMONIANZA DA MEDJUGORJE E SU MEDJUGORJE
Nell'ultimo numero del nostro giornale, in ultima pagina, a pag. 24, abbiamo inserito uno speciale messaggio per i lettori che qui ripetiamo integralmente: «Cari lettori! Probabilmente in questo numero vi sareste aspettati un articolo speciale dedicato alle insolite apparizioni nella parrocchia di Medjugorje, in Erzegovina. Preferiamo però affidarlo al tempo, alla pazienza ed alla provvidenza di Dio!»
Dalle prime insolite apparizioni nella parrocchia di Medjugorje sono trascorsi tre mesi. Più o meno lo stesso tempo trascorso dall'uscita dell'ultimo numero (il terzo) del nostro giornale. E' un periodo sufficientemente lungo perché anche noi possiamo dire qualcosa sulle insolite apparizioni di Medjugorje, soprattutto perché queste, giorno dopo giorno, mese dopo mese, si sono succedute ed hanno attirato a Medjugorje centinaia di migliaia di fedeli e vari ospiti casuali. Infatti sei ragazzi di Medjugorje di giorno in giorno testimoniano di apparizioni giornaliere della Vergine ed una moltitudine di fedeli proveniente da tutte le regioni del nostro paese (ed anche dall'estero) accoglie con sempre più fermezza questa testimonianza. Congiuntamente a tutto questo, hanno iniziato a farsi avanti anche singoli testimoni i quali parlano di guarigioni miracolose, che attribuiscono alla Madre di Dio, dopo averla fervidamente pregata e dopo essersi affidati a Lei.
Nonostante tutto ciò, noi in questa sede non parleremo né di apparizioni miracolose, né di guarigioni miracolose. Ancora una volta, lasciamo tutto ciò «al tempo, alla pazienza ed alla provvidenza di Dio». Diremo soltanto qualcosa a proposito di alcune manifestazioni e testimonianze che sono evidenti ed accessibili a tutti.
Innanzitutto, a Medjugorje, dall'inizio delle strane apparizioni e fino ad oggi, una moltitudine di fedeli prega con profonda devozione. Tale profonda devozione, che raramente si trova, è evidente per chiunque si rechi nella chiesa parrocchiale di Medjugorje durante la Messa e la liturgia. E' altresì evidente che uomini e donne, giovani ed anziani, ed anche giovanissimi, trascorrono molto tempo in una preghiera raccolta. Inoltre un gran numero di persone si accosta al sacramento della santa confessione. E tra quanti si confessano non sono rari coloro che ammettono apertamente di non essersi confessati per decenni, che qualcosa ora li ha attirati a Medjugorje per confessarsi e che dopo tale confessione di sentono spiritualmente rinati.
E' inoltre evidente che a Medjugorje giungono continuamente pellegrini devoti, e non soltanto dalle regioni più vicine, ma anche dalle regioni più lontane del paese. Non sono soltanto cattolici, ma anche fedeli di altre religioni. Tra i numerosissimi gruppi di pellegrini non sono rari quelli che giungono a piedi a Medjugorje dopo giorni e giorni. Tra di essi spesso si scorgono pellegrini a piedi scalzi. Arrivano in pellegrinaggio ogni giorno, ma anche ogni notte, per poter partecipare alla Messa serale che viene celebrata tutte le sere (sia nei giorni feriali, sia in quelli festivi) alle sei. E la grande chiesa di Medjugorje (una delle più grandi della Bosnia-Erzegovina) è spesso troppo stretta per la moltitudine di fedeli che vi si raccoglie.
E' inoltre evidente il digiuno accolto da numerosi pellegrini, di qualsiasi corporatura. Solitamente si digiuna il venerdì, ma anche negli altri giorni. Si digiuna come da molto tempo non si faceva più: soltanto a pane ed acqua. Oltre a tutto ciò, ci sono testimonianze di molte riconciliazioni tra vicini in lite, famiglie ed individui in lite tra loro.
Inoltre, i messaggi che i ragazzi-veggenti sostengono essere messaggi della Vergine, per quanto fino ad ora noto, non provengono da contenuti della fede evangelica né contrastano con essi. Infatti i ragazzi-veggenti sottolineano che la Madonna, tramite loro, esorta i fedeli ad una preghiera di cuore, ad una fede concreta, alla pace, alla riconciliazione, alla conversione, al perdono ed alla glorificazione di Dio. Secondo quanto affermano i ragazzi, la Vergine invita a tutto questo anche i rappresentanti della Chiesa.
Infine non si può negare neppure la testimonianza dell'eccezionale affetto ed ospitalità dei fedeli di Medjugorje e de loro sacerdoti. Ne parlano con particolare orgoglio tutti coloro che sono giunti a Medjugorje da regioni lontane e che hanno trovato una parola di conforto, sollievo ed una casa. Ne rendono testimonianza tutti: cattolici e non.
Naša ognjišta, XI, 8, Duvno, 1981, pag. 3.
MEĐUGORJE – LUOGO SILENZIOSO DI PREGHIERA
- Perché voi che, seppur brevemente, siete venuti nella parrocchia di Međugorje, non riferite ai lettori le vostre impressioni su tutto quello che vedete, conoscete e sperimentate in questo luogo?
Con queste nostre domande ed incoraggiamenti, già da settimane e mesi proliferano testimoni molto seri ed affidabili.
Finalmente abbiamo deciso di metterci in cammino. Un pomeriggio sereno ci siamo messi in cammino in direzione della bella Brotnjo. Siamo giunti a Medjugorje sul far della sera, in una serata di ottobre tiepida e calma. Erano già le sei, l’orario della Santa Messa serale nella chiesa parrocchiale. Sul villaggio regna una pace misteriosa, ma in chiesa ferve la preghiera. Affrettiamo il passo ed eccoci sotto le arcate della grandiosa chiesa di Medjugorje. La funzione volge quasi al termine e tutti i fedeli sono in ginocchio, alcuni sui banchi, altri sul pavimento. Incrociamo sguardi curiosi in tutta la chiesa e scorgiamo tra i presenti un bel numero di fedeli giovani e, tra di essi, un considerevole numero di ragazzi. Robusti come montagne e giovani come gocce di rugiada.
Finisce la celebrazione religiosa, ma nessuno si muove dalla chiesa, tutti rimangono in ginocchio. Subito dopo iniziano a recitare i sette Padre Nostro e poi il Rosario- pregano i ragazzi - veggenti. Questa volta ce n’erano solo due: Vicka, la più grande e Jakov, il più giovane. Tutti gli altri vanno a scuola fuori da Medjugorje, ma il sabato e la domenica anche loro si uniscono a Vicka e Jakov. La preghiera è chiara e distinta. A momenti si percepisce come il mormorio di un ruscelletto di montagna. Ci uniamo alla preghiera, ma continuiamo a incrociare sguardi dalla cima al fondo della chiesa. All’improvviso vediamo un gruppo di ragazzi e ragazze che, con le cartelle della scuola in mano, si riversa in chiesa. Appena entrati, si mettono in ginocchio ed iniziano a pregare insieme. In seguito ci dicono che questa è una loro inevitabile fermata serale. Da scuola vanno direttamente in chiesa e poi a casa. Lo fanno con gioia, senza che nessuno li esorti.
Il Rosario dura a lungo e nessuno in chiesa batte ciglio. Ci ha stupito in modo particolare la devozione dei giovani cristiani, forse perché non abbiamo mai visto nelle nostre chiese ragazzi tanto raccolti e contriti!
Dopo il Rosario una parte dei fedeli esce dalla chiesa, mentre un gruppo meno numeroso rimane per la preghiera finale destinata ai malati gravi. Nel salone della chiesa incontriamo innanzitutto i ragazzi che in chiesa ci stupiscono per la loro devozione niente affatto affettata. Senza alcuna domanda da parte nostra, essi ci aprono immediatamente il cuore che trabocca di amore per la nostra madre comune, Maria. Provengono da varie regioni dell’Erzegovina. Parliamo soprattutto con quelli prevenienti da Mostar e dai suoi dintorni. Ci raccontano che vengono spesso a Medjugorje. Li attira l’atmosfera di preghiera e, al loro ritorno, sono accompagnati da una pace interiore indescrivibile che vive in loro. Ci raccontano anche che molti altri ragazzi, loro conoscenti, quasi tutti i venerdì osservano un rigoroso digiuno, spontaneamente ed entusiasticamente.
Ci congediamo dai ragazzi ed allo stesso tempo ci viene incontro un gruppo di giovani donne e ragazze. Alcune di loro sono di Medjugorje, alcune della vicina Čitluk ed altre ancora di luoghi più lontani. Anche a loro non poniamo nessuna domanda perché anch’esse ci anticipano riversando fuori il proprio orgoglio religioso. Così come i ragazzi, anche le donne ci parlano della preghiera, della serenità interiore e della gioia che sentono dentro. Una ragazza, tornata da poco dalla Germania, testimonia con entusiasmo come da un po’ di tempo riesca a pregare per ore in totale raccoglimento e come la preghiera sia diventata per lei vera dolcezza spirituale.
Abbiamo avuto altri incontri come questi dinanzi alla chiesa, il pomeriggio tardi, quasi tutti con le stesse dichiarazioni e lo stesso entusiasmo.
In tutto questo c’è una cosa molto interessante: i fedeli discutono molto meno delle apparizioni dei ragazzi e delle guarigioni dei malati (sebbene vi credano fermamente) di quanto ci si possa aspettare. Al contrario, parlano molto di più del proprio cambiamento interiore, della riconciliazione e del perdono e di tutto quello di cui abbiamo già riferito. Così, un po’ alla volta, i fedeli si disperdono e fanno ritorno alle proprie case, insieme ai canti di lode mariani, tra i quali si odono soprattutto “Maria, o Maria” e “O cara madre celeste”.
Poi ci rechiamo nell’ufficio parrocchiale per poter parlare un po’ anche con i ragazzi-veggenti. Vicka ed il piccolo Jakov acconsentono prontamente Fin dall’inizio del colloquio abbiamo l’impressione che questi ragazzi siano molto svegli, molto aperti e del tutto naturali. Vicka parla con molta vivacità e sicurezza, ma non è assolutamente invadente ed esegue sempre un’analisi molto chiara di quello di cui è profondamente convinta e quello che può soltanto intuire o supporre. Alle domande risponde con rapidità, prontezza e concisione (a volte anche in modo pittoresco!). Quando non ha una risposta, dice semplicemente e senza giri di parole: “Non so!” Non è presuntuosa perché in un certo senso è al centro dell’attenzione e tutti i giorni riceve mucchi di lettere dei fedeli dal paese e dall’estero. Inoltre non dice mai di se stessa di essere buona e tanto meno perfetta. Dice soltanto che cerca sinceramente di essere migliore, sia come essere umano, sia come credente.
Il piccolo Jakov si comporta in modo adeguato alla sua età. Mentre noi parliamo con Vicka, lui infantilmente e da birichino “fruga” tra i libri parrocchiali, gioca con le matite, la macchina da scrivere, corre qua e là, si siede per un attimo e continua a giocare. Ma stranamente quando gli poniamo delle domande serie, all’improvviso diventa serio, abbandona i giochi e risponde con grande serietà alla domanda che gli è stata posta.
Il nostro dialogo con i ragazzi è stato amichevole, diretto e sereno e di tanto in tanto abbiamo anche scherzato gli uni con gli altri. All’improvviso qualcosa di straordinario cattura l’attenzione di Vicka, che molti non prendono seriamente per le sue apparizioni di ragazza, sebbene siano credenti ed alcuni addirittura personalità della Chiesa. Ma Vicka non si irrita per questo e dice tranquillamente che nessuno deve credere alle sue visioni se non può o se la pensa diversamente. Ella stessa racconta che dopo la prima visione non ne era del tutto convinta, non voleva dire niente a nessuno né ammetterlo fino a quando non sarebbe stata “sicura al cento per cento di vedere la Madonna e di parlare con Lei”. Dei suoi “colloqui con la Madonna” Vicka parla in modo così naturale come se si trattasse della sua madre naturale con la quale aveva parlato poco prima. Di questi “colloqui con la Madonna” ella mette in risalto soprattutto “i messaggi” che si riferiscono alla preghiera, alla penitenza, alla fede in Dio, alla pace ed alla riconciliazione, alla lealtà e umanità, all’amore ed alla bontà. Dunque qualcosa di simile a quello che ci dicono i fedeli davanti alla chiesa e perfettamente in sintonia con il cuore e la struttura del vero credente. Dopo il colloquio con i ragazzi, ci intratteniamo un po’ anche con i francescani - pastori del luogo. Essi immediatamente, tra le prime e più forti impressioni dei credenti e pellegrini di Medjugorje, mettono in risalto gran parte di quello che abbiamo già sentito davanti alla chiesa: il risveglio della devozione e della preghiera, l’accostarsi numeroso ai sacramenti sono fatti inequivocabili a Međugorje, ed anche la gioia e la pace interiore sono testimonianze innegabili che spesso i fedeli manifestano o esprimono in vari modi. Fra Tomislav ci riferisce due tra gli esempi più importanti. Il primo si riferisce ad un credente ortodosso che alla fine dell’estate scorsa si era recato in pellegrinaggio a Međugorje. Il giorno prima del nostro arrivo egli aveva chiamato l’ufficio parrocchiale di Medjugorje ed aveva detto che neppure dopo il pellegrinaggio a Medjugorje la sua vista era migliorata (era quasi cieco), ma subito dopo aveva aggiunto con entusiasmo che ora provava una tale pace ed una tale felicità nel suo animo che questo era per lui molto più prezioso della vista. Una testimonianza simile era stata fornita da una nostra conterranea cattolica che lavora in Svezia. Al suo ritorno da Medjugorje si era completamente liberata del suo insopportabile peso spirituale ed ora era immensamente felice e profondamente grata a Dio e a sua Madre.
Lungo la strada apprendiamo che negli ultimi mesi moltissimi ortodossi e musulmani sono venuti a Međugorje e, in base alle loro lettere e testimonianze, hanno portato con sé un ricordo indimenticabile. Alcuni ortodossi si sono commossi fino alle lacrime quando il sacerdote di Medjugorje con una calorosa accoglienza ha iniziato a parlare del nostro Padre comune e della nostra comune Madre Maria, che ci ama tutti allo stesso modo, indipendentemente dalle differenze di credo. Altri ancora sono stati colpiti dall’attenzione e dalla cortesia dei fedeli del luogo, che li hanno accolti nelle loro case, come se fossero loro fratelli o sorelle dalla nascita. Inoltre i fedeli ed i sacerdoti del luogo sono stati a loro volta commossi dalla profonda fede e dall’amore dei rappresentanti di queste altre religioni. Li ha stupiti in modo particolare la fede e l’umiltà di un gruppo di ortodossi di Roma che da lontano (da Lukoć) erano giunti in ginocchio fino all’ingresso della chiesa. Fra Tomislav ci dice di non aver mai visto un comportamento così dignitoso come quello dimostrato dagli ortodossi di Roma che in ordine di anzianità si sono avvicinati alla croce e l’hanno baciata.
I credenti ortodossi sono giunti a Medjugorje da regioni molto lontane, ad esempio da Leskovac, Zaječara, Šapca, Smederev, Belgrado, Subotica. Anche i pellegrini musulmani sono giunti numerosi da luoghi lontani, ad esempio un gruppo è giunto direttamente da Zagabria.
Sia gli uni, sia gli altri sono rimasti a lungo in preghiera ed hanno osservato un comportamento liturgico esemplare. Anche i pellegrini cattolici sono giunti da quasi tutte le regioni del nostro paese, ma anche dall’estero. Cerchiamo di gettare uno sguardo per calcolarne il numero, ma i francescani del luogo non vogliono riferire dati non verificati. E’ impossibile sapere se da giugno a ottobre a Medjugorje vi siano state 150.000 confessioni, 200.000 comunioni, un milioni di pellegrini, oppure un po’ di più o un po’ di meno. E’ certo che si è trattato di una moltitudine e la cosa più importante è che la maggior parte di essi giunta a Međugorje sulle ali della fede e di una sincera devozione. Questa potrebbe essere una risposta approssimativa alle nostre domande sui numeri.
Ancora una volta ci accostiamo a quello che è più importante e salvifico degli sterili dati. Come sottolineano i padri spirituali qui, è particolarmente significativo che i fedeli ed i pellegrini qui inizino ad impegnarsi per la propria interiorità e la propria anima, come se nel loro animo vedessero quello che è tanto evidente nella Bibbia: da qui la richiesta sempre più frequente di confessarsi, la ricerca di un dialogo e di un consiglio spirituale, per arrivare fino ad una fede e ad una vita vive. Da qui forse deriva anche lo stimolo alla riconciliazione reciproca e fra Tomislavov riferisce che un sabato, di recente, ha confessato a lungo soltanto uomini tra i 25 ed i 30 anni. Per inciso, le Sante Messe serali del sabato e della domenica sono più affollate rispetto ai giorni feriali, e questo è normale. Ad esempio una domenica sera di ottobre, secondo una valutazione di testimoni accurati, oltre alla chiesa piena, nel salone della chiesa c’erano il doppio di persone che erano in chiesa!
Infine, riassumendo tutti i dati ed i fatti, un giovane sacerdote della zona ha detto che negli ultimi mesi Medjugorje si è trasformata in un silenzioso luogo di preghiera che celebra Dio umilmente e non “con fierezza”. Fra Tomislav aggiunge che in questa atmosfera prendono nuovamente vita valori spirituali dimenticati, come ad esempio il digiuno rigoroso e la preghiera prolungata in raccoglimento. (Un fedele gli ha detto che tanto tempo prima aveva sentito parlare soltanto da sua nonna di un digiuno rigoroso o “astinenza”, ed ora molti giovani accolgono volentieri questo tipo di digiuno).
Abbiamo sentito davvero molte cose belle, entusiasmanti e istruttive a proposito di Međugorje. E’ come se tutti questi insegnamenti, messaggi e testimonianze riconducessero ad un unico desiderio e ad un’unica aspettativa: che in ogni uomo cresca umanità e che nell’uomo-credente cresca la fede. Questo è bene, in tutti i casi perché con un uomo più umano ed un credente più credente tutta la vita dell’uomo sarà molto più felice e piena di contenuto. Tutti lo desideriamo, indipendentemente dal nostro credo o dalle nostre concezioni, ed a Medjugorje è possibile trovarlo. Con preghiera e speranza, lasciamo l’ufficio parrocchiale di Medjugorje. In cielo brillano le stelle e su Medjugorje regna la pace.
B. – L.
Naša ognjišta, XI., 9 (77), Duvno, novembre 1981, pagg. 10-11.
MEÐUGORJE NEL SEGNO DEL CANDORE E DELLA LUCE
Esortati da numerosi pellegrini di Meðugorje, i quali affermano credibilmente di essere stati sino ad ora più volte testimoni di insolite e chiare manifestazioni visive, ci siamo di nuovo recati nella parrocchia di Meðugorje per una breve visita. Lo abbiamo fatto in una fredda sera del mese di novembre, ma il freddo non ha impedito ai fedeli della Vergine di dedicare le ore serali alla preghiera nella chiesa parrocchiale di Meðugorje. Al termine del programma di devozione serale, incontriamo persone note e sconosciute, di Meðugorje, di Ljubuški, di Mostar, di Posušje, ed a volte anche di molto più lontano. Non è difficile avviare il dialogo “quando i cuori sono pieni ed aperti”. E così facciamo. Subito esprimiamo anche un misterioso contenimento nei confronti delle insolite manifestazioni delle quali tanto si parla negli ultimi tempi. Tuttavia i testimoni di tali manifestazioni non danno segno di infastidirsi o di titubare. Ce ne sono molti. Parliamo con gruppi e con singoli individui e tutti in realtà affermano la stessa cosa. L’unica differenza consiste nei diversi termini ed espressioni utilizzati. Ma questa è già una questione di personalità e di grado di istruzione.
Le testimonianze sulle insolite manifestazioni
I testimoni oculari parlano delle manifestazioni. Si tratta di persone di estrazione e cultura diverse. Li abbiamo ascoltati con attenzione ed abbiamo preso nota dei loro racconti. Eccone alcuni:
“Una sera di ottobre al posto della grande croce sul monte Krizevac ho visto un meraviglioso candore ed al centro di questa un qualcosa di simile all’immagine della Madonna, come una statua” - ci ha raccontato un ragazzo appartenente ad un gruppo di ragazzi e ragazze del villaggio di Bijakoviæ. Quando abbiamo obiettato che poteva trattarsi di un raggio di sole, tutti hanno risposto all’unisono che era impossibile perché quel giorno non c’era il sole. Ci hanno raccontato che questo fenomeno si è ripetuto più volte nel corso della giornata. Poi prende la parola una ragazza, che descrive con parole proprie il fenomeno: “Inizialmente si vede la croce come al solito. Poi al posto della croce si vede un candore come una colonna bianca. Il candore inizia dalla base della croce e si muove verso l’alto. La croce a quel punto scompare e nel candore appare l’immagine di una donna.” Mentre la ragazza fornisce questa descrizione, gli altri la completano descrivendo alcuni piccoli dettagli. “A noi trenta una mattina è apparso questo fenomeno, una ragazza continua il suo racconto. Tra di noi c’era anche un uomo di Zagabria, con la moglie ed il figlio. Quando hanno visto questo fenomeno, si sono incamminati verso la croce sul Križevac. Noi li abbiamo seguiti da davanti casa, fino a quando non sono scomparsi dalla nostra vista. E quando il candore è apparso nuovamente, li abbiamo visti di nuovo in cammino verso la croce, così come adesso vediamo voi. Anche al ritorno è avvenuto lo stesso. Essi apparivano o scomparivano dalla nostra vista, a seconda della presenza del candore”.
I ragazzi affermano che tra questi trenta testimoni ci fossero persone di tutte le età e ci invitano a rimanere per poter essere noi stessi testimoni, poiché questo fenomeno di tanto in tanto si ripete.
“Anch’io l’ho visto” - si introduce nella nostra conversazione una donna di mezz’età della parrocchia di Èerin. “Ho visto l’immagine di una donna proprio da questa parte della croce. L’ho osservata per 15 minuti e molti che erano arrivati prima di me hanno detto che è durata mezz’ora. Io ho iniziato a vedere quest’apparizione cinque minuti prima delle cinque del pomeriggio.” La donna aggiunge che il fenomeno è stato visto da una cinquantina di persone e poi dice: “Pioveva, ma su di noi era come se non piovesse. Pregavamo, eravamo felici e piangevamo di gioia. E’ la cosa più grande e più bella che abbia mai visto nella mia vita. Non la dimenticherò mai ed ora non ho paura di morire.”
Questa è quanto ha affermato la donna di Èerin. Qualche persona più anziana si collega immediatamente a quello che la donna ha detto e sostiene che nel villaggio di Bijakoviæi non c’è nessuno che non abbia visto questo fenomeno.
Alla nostra conversazione si unisce anche un gruppo di ragazzi. Essi raccontano come, in occasione di una di queste apparizioni, abbiano saltato l’ora di dottrina, si siano recati nel salone parrocchiale ed abbiano visto tutti allo stesso modo quest’insolito fenomeno.
Anche gli altri che si addentrano nei dettagli descrivono quest’apparizione collettiva, sottolineano come il candore sia più accecante della luce più brillante che si sia mai vista ed alcuni affermano addirittura che questa luce non abbia nulla in comune con la normale luminosità. Tra i nostri interlocutori ci sono state anche persone che hanno affermato di aver visto lo stesso fenomeno sulla croce del campanile della chiesa ed un anziano perspicace ci ha descritto nei dettagli questo fenomeno su Podbrdo, sopra Bijakoviæi.
Le persone hanno anche raccontato apparizioni della forma di fiamme gigantesche e si sentiva anche lo scoppiettio. Immediatamente hanno capito che non si trattava di un incendio.
Tra i testimoni di questi segni frequenti a Meðugorje abbiamo incontrato anche alcuni sacerdoti, giovani ed anziani. Le loro testimonianze concordano con quelle degli altri fedeli. Ecco cosa ci ha raccontato un sacerdote sessantenne, la cui caratteristica è quella della valutazione approfondita e razionale delle proprie impressioni:
“Era giovedì, verso le 17. Ero insieme ad un mio collega e ad un gruppo di settanta fedeli. Sono uscito dalla sacrestia ed ho guardato verso il Križevac: Non c’era la croce! Com’era possibile?! Fui stupito. E mentre la mia sorpresa non si era ancora placata, apparve come una colonna bianca. Per quanto sorpreso, tornai in sacrestia e chiesi ad una suora di andare fuori e di guardare se vedeva qualche fenomeno. Lei mi disse subito che vedeva un’immagine femminile simile alla Madonna. Poi andai di corsa all’ufficio parrocchiale per chiamare gli altri sacerdoti, ma loro erano già fuori e guardavano il fenomeno sul monte Krizevac. Alcuni utilizzavano un cannocchiale. Poi anch’io ho preso il cannocchiale di qualcuno ed ho rivolto lo sguardo verso il monte. Ho immediatamente percepito un’immagine femminile fatta di luce. Era così bianco e la luce era così piacevole che posso dire di non aver mai visto nulla del genere. Poi sono entrato in chiesa per chiamare altri fedeli, ma erano già fuori e sotto la pioggia fredda erano in ginocchio, immersi in una fervida preghiera. Dopo la preghiera, i fedeli intonarono dei canti alla Madonna e poi vi fu una gioia piena ed un forte giubilo. In mezzo a questo gruppo di fedeli gioiosi vidi anche una donna che conoscevo di Hamziæ. Ella disse a gran voce: “Oh, grazie Vergine! Era la quindicesima volta che venivo qui stasera. Possa accadere quello che tu desideri, grazie perché stasera ti ho potuta vedere!” Per quanto mi riguarda, posso dire nuovamente che senza cannocchiale ho visto soltanto una colonna di luce bianca, ma con il cannocchiale ho visto anche un’immagine di donna.
Il secondo fenomeno mi sembra sia avvenuto martedì 27 ottobre. Il tempo era più bello della prima volta e c’era abbastanza luce fuori. Accadde di nuovo la stessa cosa: non c’era la croce. Poi la croce apparve di nuovo, ma come? Con le braccia e la parte superiore, e dinanzi alla croce apparve un’immagine bianca di donna. Il fenomeno durò circa 15 minuti.
Il terzo fenomeno con un particolare segno avvenne il 4 novembre alle 5 ed un quarto del pomeriggio. Lo videro circa 300 persone. Ma questo fenomeno è avvenuto anche in un altro luogo. Forse a circa 200 metri a nord-est del Krizevac. Il fenomeno aveva la forma di fiamma che stava ferma come in una cornice. Come una grande porta che di tanto in tanto si rimpiccioliva e si ingrandiva.
Questi sono i tre fenomeni ai quali abbiamo assistito noi cinque sacerdoti: “Queste sono soltanto alcune testimonianze di insoliti fenomeni luminosi a Meðugorje. Ne abbiamo sentite molte altre. Dobbiamo dire che tutte le persone che hanno fornito le loro testimonianze si sono presentate e che le descrizioni delle apparizioni sono state molto più accurate di quanto qui riportato.
Testimonianze di conversioni spirituali
Abbiamo dunque riportato i racconti dei testimoni oculari. Lasciamo ogni giudizio a riguardo alla provvidenza di Dio, ai maestri della Chiesa ed a coloro che sono chiamati ad interpretare e chiarire queste manifestazioni. Come credenti siamo consapevoli che la fede non vive di tali manifestazioni, né muore senza di esse. Le basi e la forza della nostra fede sono innanzitutto nel Vangelo e nella testimonianza della vita evangelica, sebbene la consapevolezza che Dio mandi determinati segni possa risvegliare una fede assopita.
Tuttavia, oltre queste manifestazioni delle quali ci hanno riferito singoli individui e gruppi, è possibile trovare qualcosa di molto più credibile, tangibile e miracoloso di quelle che riteniamo manifestazioni miracolose. Si tratta delle conversioni spirituali che si verificano nell’animo degli uomini. Di tali conversioni spirituali ci hanno reso testimonianza quella stessa sera i fedeli che ci hanno raccontato delle apparizioni luminose - bianche nella parrocchia di Meðugorje. Lo hanno raccontato con parole ed esempi, in modo che noi potessimo rendere testimonianza anche di questo.
Ci hanno detto come per loro la devozione nella chiesa fosse una cosa troppo lunga e che durava soltanto mezz’ora, mentre ora neppure quattro ore erano troppe. Inoltre negli ultimi tempi accade che il sacerdote, dall’altare, inviti i fedeli ad uscire di sera dalle loro case, ma molti di loro continuano a rimanere in preghiera. Non c’è stato bisogno che ce lo dimostrassero, perché ci siamo noi stessi convinti che fosse così.
Inoltre ci hanno raccontato che da loro da mesi non si sente più bestemmiare e neppure noi lo abbiamo sentito, sebbene ci siamo fermati anche dove nessuno ci conosceva.
Ci hanno fornito nomi ed esempi di casi di riconciliazione tra persone che da tempo erano infossate in contese giudiziarie, ed anche in questo caso non vi sono motivi per non credere loro.
Giovani ed anziani hanno puntato il dito alla propria vita, fino a ieri peccaminosa, che ora hanno cambiato radicalmente. E sui loro volti si può leggere che non fingono, ma che sono cambiati.
Ci hanno riferito anche un esempio molto toccante, che rende testimonianza della profonda conversione religiosa. Lo scorso Natale una persona del posto piangeva amaramente perché i suoi figli erano diventati così indifferenti alla fede da non voler andare neppure alla Messa di Natale. Ora questi stessi figli tutte le domeniche e tutte le sere sono vicino all’altare in raccolta preghiera e con sincera devozione.
Lo mettiamo in evidenza perché questa reale testimonianza di conversione spirituale interiore riguarda non soltanto i fedeli di Meðugorje, ma anche molti fedeli provenienti da zone vicine e lontane.
Queste conversioni spirituali, questa luce e questo candore interiore sono valori evangelici ed ideali ai quali tutti i cristiani dovrebbero tendere. Lo stesso Cristo, venuto per redimere e salvare il mondo, è chiamato “Luce del mondo”.
Naša ognjišta, XI., 10 (78), Duvno, dicembre 1981, pagg. 13-14.
